Relazioni TOSSICHE - Narciso: "software" per Amare risultato Assente
Un viaggio intenso nelle dinamiche tra narcisismo e dipendenza affettiva, tra love bombing, manipolazione e controllo. Attraverso la drammatica storia di Elena, l’articolo racconta la discesa dalla favola alla prigione emotiva e fisica, fino alla rinascita e alla riscoperta dell’amore per sé stessi

Il rapporto tra un narcisista e un dipendente affettivo è una dinamica relazionale che si incastra alla perfezione come le due tessere di un puzzle, ma altamente tossica. Entrambi colmano inconsciamente le proprie ferite emotive, dando vita ad un ciclo che si ripete costantemente fino alla fine della relazione.
Questo ciclo ripetitivo è fatto di idealizzazione, svalutazione, dipendenza, silenzi, abbandoni e ritorni a ciclo continuo.
Le Dinamiche della Coppia:
• Il Dipendente Affettivo:
È guidato da una bassa autostima e dal bisogno costante di sentirsi amato e utile. Tende ad annullarsi pur di compiacere il partner e giustifica ogni mancanza, sperando di "salvare" o cambiare l'altro attraverso il proprio sacrificio.
Tutto pur di colmare il vuoto nel cuore e la mancanza d'amore subita sin dalla nascita. La solitudine è insopportabile al punto da "sopportare" maltrattamenti e vessazioni pur di non ritrovarsi soli.
Il paradosso è che in una relazione tossica ci si ritrova a sentirsi ancora più soli e per di più anche maltrattati eppure la dipendenza emotiva che si instaura rende difficile alzarsi e andare via.
Così il dipendente affettivo, il mendicante d'amore, si ritrova manipolato e ridotto ad una marionetta da chi sfrutta il suo vuoto nel cuore vendendogli un'illusione di felicità che poi si tramuta in un incubo.
• Il Narcisista:
Cerca ammirazione, controllo e continue conferme per il proprio ego.
Sfrutta l’empatia e la disponibilità del dipendente affettivo, innescando un rapporto di dominanza e sottomissione.
Le Fasi della Relazione
1. Fase di Idealizzazione (Love Bombing):
Il narcisista fa sentire il partner dipendente come unico, speciale e perfetto, offrendo un'attenzione travolgente che va a colmare i suoi vuoti affettivi.
2. Fase di Svalutazione:
Una volta ottenuto il controllo, il narcisista mostra la sua vera natura. Diventa critico, distante e manipolatorio, logorando l'autostima della vittima che, di conseguenza, si sforza ancora di più di accontentarlo
3. Il Distacco e il Ritorno:
il narcisista tr9vav7na scusa per chiudere la relazione da ho bisogno di una pausa non so se ti amo problemi in famiglia sul lavoro problemi personali e tante altre "favole"...lascia il partner in piena crisi esistenza in astinenza della falsa dose d'amore a sperate in un epico ritorno.
Poi il narcista torna fa finta di essere cambiato e il ciclo ricomincia e si ripete innumerevoli volte tra chiusure e ritorni possono passare mesi o anni nella stessa medesima condizione.
Quando, finalmente, il dipendente affettivo tenta di allontanarsi perché inizia ad prire gli occhi e ad avere un inizio di consapevolezza sulla reale situazione che sta vivendo, il narcisista mette in atto una serie di strategie per riavvicinarlo, sfruttando i suoi sensi di colpa e il suo bisogno di aiutare gli altri, potrebbe addirittura fare finta di inviare una psicoterapia per dimostrare la sua buona fede, ma naturalmente non cambierà mai e cercherà di mipolare anche il terapeuta.
Un narcisista non può cambiare Mai! Per il semplice motivo che ritiene di essere perfetto e lui non ha bisogno di terapie infatti alla fine un percorso serie di psicoterapia e crescita personale va farlo chi si salva dalla relazione tossica e decide di volersi bene e di non voler cadere mai più in futuro nella trappola di altri narcisisti ebquesto è possibile solo guarendo prima le proprie ferite.
Non si può vivere una relazione sana con una persona sana se prima non si guarisce dalle proprie ferite. È fondamentale capire questa cosa prima di iniziare a cercare con il lanternino l'ennesimo partner per colmare una solitudine incolmabile se prima non si guarisce il proprio cuore.
Come Interrompere il Ciclo?
Per il Dipendente Affettivo è fondamentale iniziare un percorso psicologico per comprendere le radici della propria dipendenza e imparare a definire sani confini emotivi.
Imparare a darsi amore in modo da non doverlo disperatamente cercare all'esterno in qualsiasi uomo o donna pronto a raggirarlo con un falso sorriso che promette un amore malato.
È fondamentale riuscire a colmare quel vuoto interiore che genera tristezza, inquietudine, forte disagio e disorientamento con qualcosa di positivo che non dipenda da altre persone.
Per colmare il vuoto interiore bisogna conoscere sé stessi amarsi, dedicarsi alle proprie passioni e a ciò che fa sentire vivi in modo positivo e costruttivo.
Alla fine di un percorso di crescita personale sarà possibile capire la grande differenza tra una relazione tossica e una relazione sana evitando così di accontentarsi di chiunque sia pronto a promettere "falso amore" solo per non sentirsi soli.
Per riuscire a comprendere in fine, che l'amore non si cerca disperatamente per solitudine ma si trova per caso in un giorno qualunque in cui si era impegnati ad amare sé stessi, a dedicarsi ad un lavoro che si ama, ad hobby e passioni e tutto ciò che fa davvero sentire bene e appagati.
L'amore "sano" non genera tensioni continue, ansie, attacchi di panico, disperazione, insonnia e tanti altri disagi psisomatici.
Con una relazione sana non ci si ritrova in lacrime devastati nello studio di uno psicoterapeuta a chiedersi "perché"...e a prendere ansiolitici per le notti insonni che ormai sono la norma e antidepressivi per non sprofondare nel buio.
Mi occupo di counseling e coaching junghiano oltre che di tarocchi e canalizzazioni medianiche da altre dimensioni. Vi riporto l'esperienza di una mia cliente che ha accettato di condividere la sua storia in quest'articolo di cui per rispetto della privacy non riporto il nome o altri dettagli specifici.
Per comodità utilizzo un nome di fantasia chiamandola Elena.
Era un giorno d'autunno quando Elena ha conosciuto Fabio( anche questo è un nome di fantasia per la privacy).
Elena viveva una fase serena della sua vita. Dopo tante ricerche aveva finalmente trovato un lavoro stabile, aveva preso una casa in affitto e tutto sembrava finalmente andare per il verso giusto.
Passava il tempo libero con gli amici di sempre e sua sorella, l'ultima rimasta della sua famiglia. I suoi genitori erano morti tre anni prima in un incidente stradale e il dolore era stato così grande che aveva temuto di non riuscire a rialzarsi, poi il tempo aveva asciugato le lacrime e con la sorella erano diventate sempre più unite.
Ma veniamo al giorno d'aunno in cui Elena e Fabio si sono incontrati e scontrati, come in un film lei stava uscendo dal bar e lui stava entrando. Uno sguardo è bastato per iniziare a parlare, lui le ha offerto un aperitivo poi lo scambio dei numeri di telefono e il primo appuntamento a cena.
Fabio sembrava tanto "perfetto" da non sembrare "vero" (questa è la chiave di tutto, il primo campanello d'allarme!!).
La perfezione, gli appuntamenti da film programmati in ogni dettaglio in modo estremo, lui che apre la portiera della macchina. Questo è l'inizio del film d'amore del Narciso che si trasforma in un film horror alla fine...
Torniamo ad Elena, si sentiva felice, amata e le ferite lasciate dai lutti venivano lenite, il suo cuore sembrava rinato. Sentiva di poter iniziare una seconda parte della sua vita.
Un lavoro, una casa, una sorella splendida e amici di vecchia data a cui a coronamento si univa un fidanzato amorevole e speciale la facevano sentire fortunata e speranzosa nel futuro.
Il risveglio traumatico: dalla favola al film horror
Poi un giorno "senza nessun preavviso" (ci sono sempre dei segnali sin dall'inizio ma si sceglie di non vederli), tutto è cambiato, una relazione da favola è diventata una prigione.
Fabio che ormai viveva da lei gli ha detto senza motivo: " No! Tu questa sera non esci!" L'ha strattonata e allontanata dalla porta proprio mentre lei stava per aprirla felice di passare la serata con sua sorella come faceva almeno una volta a settimana.
Trascorrevano una serata dedicata solo a loro due in particolar modo da quando avevano perso i genitori, era il loro momento speciale di "famiglia".
Fabio aveva iniziato ad inveire dicendo che non né poteva più di vederla uscire con quella poco di buono di sua sorella vestite come due ragazze di facili costumi( le vere parole usate erano molto più forti e volgari ma non è questa la sede per ripeterle).
Da quella sera le ha impedito di vedere sua sorella tanto lei la chiamava e scriveva di nascosto e a nulla servivano i consigli della sorella per liberarsi da una relazione che era evidentemente tossica.
Elena continuava a dire di amarlo e a giustificare ogni sua azione, ripeteva che con il tempo lui avrebbe capito che era un momento difficile, era stressato a lavoro.
Lui stava benissimo in realtà, si divertiva con le sue manipolazioni in un infinito gioco sadico vittima dopo vittima, non aveva problemi e aveva iniziato a farsi pure mantenere da lei, viveva a casa sua non pagando nessuna spesa e lei si occupava di ogni cosa.
Un po' per volta le aveva vietato di vedere amiche, amici fino a convincerla anche lavorare in smart working da casa. Quanto lui usciva la sera con i suoi amici lei "doveva" restare a casa.
Lei usciva di nascosto per vedere sua sorella e una sera che lui è rientrato prima, non trovandola, al rientro di Elena si è scatenato un tornado di insulti e schiaffi fino a ridurla in fin di vita.
Ha chiamato un suo amico dottore per far in modo che nessuno sapesse nulla e curarla alla meglio tenendola segregata in camera per due settimane chiusa a chiave.
L'amico "dottore" si era prestato ad ogni genere di favore dal curarle i lividi e una frattura al polso fino a somministrarle farmaci per stordirla e tenerla sedata in modo da scongiurare la possibilità che potesse in qualche modo uscire di casa e denunciare Fabio per violenza fisica e psicologica.
Elena all'inizio era talmente imbottita di psicofarmaci e calmanti di ogni genere per il dolore da dormire per lunghissime ore...........
Una mattina ha aperto gli occhi e faticava a capire dove si trovava, a ricordare come era arrivata nel letto e poi quel dolore al polso e...oooh come è possibile che abbia il gesso al polso senza ricordare nulla ???
All'improvviso frammenti di ricordi si sono affacciati alla sua mente annebbiata: stava aprendo la porta per uscire e andare da sua sorella quando si era sentita afferrare la spalla destra e strattonare, ricordavaa urla e discorsi senza senso, offese gravi rivolte a sua sorella e poi a lei che dopo lo shock iniziale aveva iniziato a difendersi ma più gli riispondeva a tono più lui diventa violento con le parole fino a passare alle percosse fisiche...ricorda di aver sentito un dolore fortissimo al polso e di essersi accasciata sul pavimento fino a perdere i sensi...
E ora è nel letto non sa da quanto tempo è lì e che giorno è...cerca il telefono sul comodino ma non c'è più poi prova a muoversi per alzarsi ma sente venirle meno le forze.
Sulla scrivania di fronte al letto intravede scatole di farmaci...molte scatole....da dove arrivano e chi le messo il gesso al polso?
Sente un brivido di paura lungo la schiena....si sente in trappola come se fosse stata rapita e rinchiusa.
Nel frattempo sono passate due settimane e la sorella continua a cercarla.
Fabio ha risposto al telefono dicendole di non richiamare perché Elena non vuole più saperne di lei e altre affermazioni molto offensive ma lei si dice che è impossibile e così va direttamente a cercarla a casa ma anche lì si presenta Fabio alla porta cacciandola in malo modo, a questo punto non le resta che chiedere aiuto agli amici e amiche in comune.
Nessuno l'ha più vista né sentita da molto tempo.
Passano altri tre giorni Elena si risveglia intorpidita e trova sul comodino un piattino con del cibo e delle compresse con un biglietto con su scritto mangia e prendi questi farmaci se vuoi guarire io sono a lavoro.
È sconvolta ma decide di mangiare nella speranza di recuperare le forze per alzarsi dal letto. Le compresse sono prive di scatola e non sa di cosa si tratti per cui evita di prenderle, ha capito che quello stordimento e la debolezza possono dipendere da forti sedativi per tenerla a letto.
Con difficoltà riesce ad alzarsi e ad arrivare alla porta dove con sgomento e terrore si accorge che è chiusa a chiave! È intrappolata nella sua stessa casa che è diventata una prigione.
All'improvviso sente dei rumori fortissimi dalla porta d'ingresso e poi delle voci di uomini e ...una voce famigliare sì! È sua sorella!
Inizia a battere con i pugni sulla porta per farsi sentire, prova a urlare ma le esce solo un filo di voce.
Poi sente le parole della salvezza: signora siamo i carabinieri può aprire la porta per parlarci ? Sua sorella è per preoccupata per lei..."
Elena con un filo di voce:" non ho la chiave mi ha chiusa dentro..."
La sorella: "Tesoro sono qui, sei salva ora ti tiriamo fuori!"
I carabinieri le dicono di spostarsi e in pochi colpi sfondano la porta.
Elena è salva!
Fabio è stato denuciato e ora sta scontando i suoi anni di carcere.
Elena ha fatto lunghi percorsi di psicoterapia prima di arrivare da me interessata inizialmente alle mie capacità di medium per poter comunicare con i suoi cari genitori nell'aldilà poi mi ha raccontato la sua storia e ha iniziato un percorso di coaching angelico per la guarigione energetica e profonda del suo cuore che ha affiancato perfettamente al percorso con la sua psicoterapeuta.
Conoscere Elena, sentire la sua voce prima flebile e triste per poi nel tempo diventare forte, squillante e gioiosa è stato emozionante. È commovente vendere una donna liberarsi, crescere e rinascere! È un dono della natura!
Grazie Elena per aver condiviso questo pezzo della tua vita con me e con le nostre care lettrici!
"L'amore non è dolore e chi ti offende anche "solo" con una parola apparentemente banale, ricorda tesoro che NON ti ama ! Scappa subito via al primo Campanello d'Allarme, non aspettare di ritrovarti in una prigione di dolore come me!"
Queste sono le parole di Elena per te, cara lettrice.
Elena ha voluto condividere la sua storia affinché altre donne possano salvarsi prima di arrivare a rischiare la salute e la vita.
Ci sono sempre delle avvisaglie, delle incongruenze sin dall'inizio e il tuo intuito lo sa sempre, ascoltalo e troverai un amore sano dopo aver lasciato i narcisisti a mani vuote prima che potessero attuare il loro piano subdolo di manipolazione anche con te.
I narcisisti non amano perché non possono, sono sprovvisti della capacità di amare e di provare empatia per lui, tu hai lo stesso valore di una bambola della quale, dopo averci giocato e averla rotta, può tranquillamente liberarsi per trovarne un'altra nuova da rompere e così avanti fino alla vecchiaia.
È triste, ma è l'unica verità alle continue domande e ai continui perché...
Lui è vuoto dentro, non possiede alcuna personalità né emozione, è un attore che recita lo stesso copione a ciclo continuo per tutta la vita.
Se anche tu stai vivendo una relazione con continui abbandoni e ritorni, litigi, offese, silenzi punitivi, manipolazioni di diverse forme e desideri parlarne contattami e troverai una professionista pronta ad ascoltare e sostenerti per liberarti un passo alla volta nel rispetto dei tuoi tempi e tornare a vivere.
Ti accoglierò nel mio angolo di pace con i miei tarocchi, le mie carte degli Angeli, i consigli fidati delle mie Guide di Luce e le mie capacità di Medium Coach e Counselour.
A presto donne coraggiose in rinascita!