Grazie Universo! Grazie Universo!
Con ironia pungente, l'articolo smaschera il fenomeno delle “fashion witch”: tra rituali improvvisati, slogan motivazionali e spiritualità da social, denuncia una ricerca superficiale del sacro. Un invito a distinguere l'autentica crescita interiore dalle mode esoteriche costruite per ottenere like e visibilità

C’è una nuova specie antropologica che popola i social: le fashion witch. Non streghe, non influencer, non cartomanti… ma un ibrido mistico‑glitterato che vive sospeso tra un tutorial di contouring e un rituale improvvisato con tre candele Ikea e un mazzo di carte comprato su Amazon Prime.
Il loro mantra?
“Grazie universo! Grazie universo!”
Ripetuto con la stessa intensità con cui un tifoso urla al gol decisivo.
Le riconosci subito: entrano in scena con un filtro rosa, un turbante leopardato e un mazzo di carte che non viene mischiato, no. Viene sbattuto, lanciato, catapultato nell’etere come se stessero tentando di evocare un tornado. Le carte volano ovunque, rimbalzano sui muri, finiscono sotto il divano, e loro, con aria ispirata, proclamano:
«Le carte a terra rappresentano persone smascherate!»
Smascherate da chi? Da loro? Dall’universo? Dal gatto che ha fatto cadere il mazzo? Non si sa. Ma loro lo dicono con una sicurezza che neanche un agente segreto in missione.
E guai a suggerire che, forse, forse, la tradizione cartomantica prevede di mischiare le carte con calma, concentrazione e rispetto.
«Noooo! Mischiare come tradizione comanda? Ma che sei antica? Io le carte le faccio volare, perché così l’universo sceglie!»
Certo. L’universo. Che evidentemente non ha niente di meglio da fare che decidere quale carta finirà sotto il frigorifero.
Il vero spettacolo, però, arriva quando condividono le loro “visioni quotidiane”.
«Ragazzi, mi sono svegliata con una diarrea stagionale… può succedere… ma questo vuol dire che voi dovete prendere fermenti lattici!»
E tu lì, a chiederti come un disturbo intestinale personale possa trasformarsi in un messaggio cosmico collettivo.
«Per alcuni di voi potrebbe essere importante il bifidus!»
Ah, il bifidus. L’oracolo del XXI secolo.
Sono carini, simpatici, teneri nella loro convinzione che ogni minimo evento della loro vita sia un segno universale.
Un’unghia spezzata?
«Ragazzi, è un messaggio: dovete tagliare i rami secchi!»
Il cane abbaia?
«L’universo vi sta avvisando!»
Il corriere suona il campanello?
«È un portale energetico!»
E tu, che magari vorresti solo una lettura seria, ti ritrovi immerso in un episodio di Fashion Witch Academy.
Ma la verità è che questa è la spiritualità che ci meritiamo. Una spiritualità da fast‑food: veloce, colorata, piena di slogan e priva di fondamenta. Perché una spiritualità senza struttura, senza discernimento… non è spiritualità.
È solo kali yuga in formato social, energia negativa travestita da glitter, un buffet di illusioni per menti affamate di risposte facili.
E sì, lo so: pochi capiranno questo messaggio.
Perché oggi non serve capire, non serve approfondire, non serve distinguere il vero dal falso.
Serve solo una cosa:
dire “grazie universo!”
E ripeterlo finché non diventa una scusa per non guardarsi dentro.
Ma tranquilli: l’universo ringrazia anche voi.
Perché senza di voi, non avrebbe mai saputo che il destino dell’umanità dipende dal bifidus.
Cristian