Noi Siamo Legione
Un viaggio provocatorio tra identità, paure e condizionamenti che ribalta il concetto di “energie negative”: non entità esterne, ma tutto ciò che ci allontana dalla nostra essenza. Un invito a riconoscere le catene invisibili della società e a riscoprire chi siamo davvero

Non serve essere guru, maestri ascesi, sciamani certificati o illuminati con partita IVA per capire una cosa semplice, elementare, quasi banale: le energie negative non arrivano da fuori. Sono già qui. Con noi. Sempre.
Non sono spiriti, non sono demoni, non sono entità astrali che ti saltano addosso mentre fai yoga.
Sono molto più concrete, molto più quotidiane, molto più… umane.
La loro avventura comincia il giorno in cui nasci.
Appena apri gli occhi, la società ti guarda, ti sorride, ti fa l’occhiolino e sussurra:
«Benvenuto. Da oggi sei nostro.»
E tu, ignaro, inizi il viaggio.
Poi cresci.
E arriva il primo grande rito iniziatico: l’identità.
Ti danno un nome, un cognome, un codice fiscale, una carta d’identità che ti dice chi sei.
E una vocina all’orecchio ti sussurra:
«Tu sei questo. Solo questo. Non dimenticarlo.»
E tu ci credi. Perché tutti ci credono.
Poi arriva l’indipendenza.
E con essa una professione.
E diventi quella professione.
Non sei più Marco o Giulia: sei l’impiegato, la commessa, il manager, il parrucchiere, il libero professionista che libero non è mai.
E la vocina insiste:
«Bravo. Ora sei qualcuno.»
Poi arriva il corpo.
Forte, alto, basso, con cellulite o senza, superdotato o meno, carismatica o timida, sexy o cicciottella.
E ogni centimetro diventa un giudizio.
Ogni difetto un marchio.
Ogni pregio un’arma.
E tu ti adegui, perché così funziona il gioco.
Poi, forse, ti sposi.
O diventi prete.
O suora.
O single convinto.
Hai capelli biondi, sei calvo, sei mora, sei riccio, sei quello che gli altri vedono.
E la vocina applaude:
«Perfetto. Continua così.»
Poi arriva la patente.
Poi il lavoro fisso.
Poi la mente che programma il benessere futuro come se il presente fosse un fastidio.
Poi le tasse, perché se non le paghi sei un fellone.
Poi la casa da comprare, perché altrimenti non sei adulto.
Poi la pace con l’INPS, che non è mai pace ma tregua armata.
E infine… si muore.
E la vocina, fino all’ultimo, ti accompagna:
«Hai fatto tutto quello che dovevi. Bravo. Sei stato un ottimo ingranaggio.»
E noi?
Noi, le energie negative?
Noi ridiamo.
Perché abbiamo vinto ancora.
Siamo riusciti a separare l’uomo da Dio, l’essere dall’essenza, la vita dalla verità.
Gli abbiamo fatto credere di essere ciò che noi decidiamo.
Gli abbiamo dato ruoli, etichette, paure, doveri, ansie, aspettative.
E lui le ha prese tutte, una per una, come fossero medaglie.
Noi siamo invincibili.
Noi siamo ciò che lo distrae da sé stesso.
Noi siamo ciò che lo tiene lontano da ciò che è davvero.
Noi siamo SOCIETÀ.
Siamo MENTE.
Siamo MALATTIA.
Siamo CARTA D’IDENTITÀ.
Siamo LE TASSE.
Siamo LA GIUSTIZIA DEL MONDO (quella che ama la guerra).
Siamo ASPETTO FISICO.
Siamo MORALE.
Siamo PANDEMIA.
Siamo PENSIONE.
Siamo DENARO.
Siamo SESSO.
Siamo MORTE E SEPARAZIONE.
NOI. SIAMO. LEGIONE.
Benvenuti nel nostro mondo, anime divise.
Cristian