I “Veri Amori": A Spasso Fra Pizze, Fritto Misto E Tarocchi Astrologici
Un amore fatto di lusso, illusioni e convenienza: lui compra attenzioni, lei vende sogni. Tra tarocchi, borse firmate e frasi vuote, nasce una favola taroccata che riflette i vuoti della società moderna. Perché l’amore vero non si paga: si sceglie.

C’era una volta… anzi no. Non c’è niente di fiabesco in questa storia. Nessun principe, nessuna principessa. Solo qualcuno con il portafoglio gonfio e una maestra di vita, in versione fashion witch, con più anelli che dita e un aspetto pieno di lune, frasi motivazionali e filtri glitterati. Lui impasta, lei predice. Lui frigge calamari, lei brucia incensi. Lui conta gli incassi, lei le fasi lunari. E insieme, mettono in scena la più grande farsa del secolo: l’amore interessato. Lui la chiama “amore mio”, mentre le regala l’ennesima borsa firmata. Lei risponde con un “sei il mio destino”, mentre gli legge i tarocchi e gli promette che Giove in trigono lo proteggerà dagli invidiosi. Si amano, dicono. Ma l’unica cosa che amano davvero è il tornaconto. Lei ama il suo conto in banca, lui ama l’idea di avere una fata personale che lo fa sentire speciale, potente, adorato. Lei si sente una regina, lui un re. Ma sono solo due comparse in una soap opera di provincia, con la sceneggiatura scritta a colpi di bonifici e selfie al ristorante.
Lui la tiene stretta con pizze gourmet, weekend in spa e cene a base di fritto misto e champagne. Lei lo tiene legato con oroscopi personalizzati, rituali di abbondanza e un’aria da bambina capricciosa che “ha bisogno di essere amata”. In realtà, ha bisogno di essere mantenuta. E lui, che lo sa benissimo, fa finta di non vedere. Perché in fondo, anche lui ha bisogno di qualcuno che lo guardi come se fosse un dio, anche se sa di essere solo un pizzaiolo con la Fuoriserie.
È un patto non scritto, ma chiarissimo: io ti do il lusso, tu mi dai l’illusione. Io ti porto a cena, tu mi dici che siamo anime gemelle. Io ti pago il centro estetico, tu mi fai credere che senza di me saresti persa. È un baratto di bisogni, un commercio di vuoti. E le parole d’amore? Sono la carta da regalo. “Ti amo”, “sei la mia vita”, “non potrei vivere senza di te”… frasi usurate, svuotate, riciclate come scontrini. Servono solo a coprire il rumore del nulla. Ma l’amore, quello vero, non ha bisogno di effetti speciali. Non si misura in pizze gourmet né in consulti astrologici. Non si compra con le borse griffate né si tiene in piedi con le bugie. L’amore vero è silenzioso, ma potente. È fatto di gesti che non si vedono su Instagram. Di parole che non servono a sedurre, ma a costruire. Di presenze che non si pagano, ma si scelgono.
Questa storia non è amore. È marketing sentimentale. È una fiction a basso costo con due protagonisti che si usano come specchi per non guardarsi davvero. E finché continueranno a chiamarlo “amore”, continueranno a vivere in una favola taroccata, con la luna in opposizione e il cuore in saldo. Questo E' UN ESEMPIO QUALSIASI, DI PURA FANTASIA, teso a evidenziare le pecche della nostra società modello. Uno spaccato della società, attraverso questa coppia immaginaria e di fantasia ( perché se esistesse sul serio farebbe venire i brividi...) che spesso rivela valori e intenzioni nei rapporti odierni. Perché i veri amori non si nutrono di fritto misto e tarocchi. Si nutrono di verità. E quella, qui, manca del tutto.
Alla prossima amici👋