Entrare In Cartomanzia Come Un Elefante In Cristalleria
Tra social, filtri e corsi lampo, sempre più persone si improvvisano cartomanti dall’oggi al domani. Ma la vera cartomanzia non nasce da un profilo Instagram: richiede esperienza, studio, sensibilità e un autentico percorso interiore. Perché il rumore passa, mentre la sostanza resta.

C’è un fenomeno curioso che negli ultimi anni ha invaso il web: l’“illuminazione improvvisa”.
Un giorno fai tutt’altro, commessa, barista, estetista, impiegata, influencer di unghie glitterate, e il giorno dopo puff! ti svegli cartomante.
Così, senza preavviso.
Come se la notte ti avesse visitato un arcano maggiore in persona, lasciandoti sul comodino un mazzo di tarocchi e un biglietto: “Vai, figlia/o mia/o. Apri un profilo Instagram”😂😂.
Per chi fa questo mestiere da vent’anni, la scena è più o meno questa:
stai lavorando, concentrato, con la tua esperienza, la tua gavetta, le tue notti passate a studiare simboli, archetipi, psicologia, intuizione e soprattutto una eredità spirituale che ti fa dire che le cose non stanno sempre come si studia nei libri. Ma l'eredità spirituale o ce l'hai o non ce l'hai.
E all’improvviso ti compare davanti una di queste nuove “super star del destino” 🤣🤣, che fino a ieri ti chiamava per chiederti come si fa, da dove si comincia, come si interpreta una carta, come si apre un consulto.
E tu, ingenuo, pensi:
“Che carina/carino vuole imparare" ( sì devo generalizzare, perché ultimamente gira una malattia nel web, quella che ci fa credere che si parla di noi, quando la triste realtà è che il nostro valore è come quello del due di picche a briscola...).
Invece no.
Vuole saltare.
Saltare la gavetta, saltare lo studio, saltare l’esperienza, saltare tutto ciò che richiede tempo, dedizione e umiltà.
Perché oggi basta un corso di tre ore, un libro da 9,90€ ( si può dire!? Non vorrei mai che l'altissimo se la prendesse con me🤣), un mazzo colorato e un filtro Instagram per sentirsi la reincarnazione di una sibilla.
Il giorno dopo eccole/ eccoli lì:
ballano, sorridono, fanno video motivazionali, citano frasi filosofiche prese da Pinterest e si proclamano “eroine del cuore” ( ops! Anche eroi ovviamente, altrimenti rischio il patibolo...)
E tu, che hai passato anni a capire la differenza tra un consulto e una chiacchierata da bar, li guardi e pensi:
“Ma davvero? È tutto qui?”
Poi arriva il momento più comico:
si costruiscono un sito in un pomeriggio, si autoproclamano “esperte”, “coach spirituali”, “lettrici dell’anima”, “medium intuitive”, “canalizzatrici cosmiche”…
e tutto questo senza aver mai fatto un’ora di vera pratica sul campo.
È come se uno guardasse MasterChef e il giorno dopo aprisse un ristorante stellato.
E naturalmente, per completare il quadro, serve il “capo di turno”.
Non un vero maestro, non un insegnante serio, non qualcuno con competenza.
No.
Serve un “capo qualunque di un mondo qualunque con una vita qualunque”, giusto per dare un’aria di ufficialità alla faccenda.
Una specie di timbro di approvazione cosmica, ottenuto con un paio di complimenti e un sorriso strategico.
Il risultato?
Un esercito di personaggi istrionici, copioni senza vergogna, che imitano ciò che vedono senza capire ciò che fanno.
Un esercito di “senza anima”, non perché cattivi, ma perché privi di radici, di profondità, di quella sostanza che nasce solo dall’esperienza vera.
E la cosa più ironica è che credono di essere già stati “riconosciuti”.
E sì, sono stati riconosciuti:
riconosciuti per ciò che sono.
O meglio, per ciò che non sono.
Perché la cartomanzia non è un travestimento.
Non è un filtro.
Non è un ruolo da recitare.
È un’arte che ti sceglie, ti plasma, ti mette alla prova, ti costringe a guardarti dentro prima di guardare dentro gli altri.
E questo non lo impari in un weekend.
E allora lasciamoli pure danzare, sorridere, recitare, improvvisare.
Lasciamoli costruire siti, inventarsi titoli, proclamarsi maestre/maestri di ciò che non conoscono.
Perché alla fine, quando il rumore si spegne e i filtri cadono, resta solo una cosa:
la verità delle carte non si impara: si conquista.
E chi entra nella cartomanzia come un elefante in un negozio di cristalli, prima o poi, inevitabilmente…
fa rumore.
E il rumore, si sa, non dura mai quanto la sostanza.
Cristian