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Mi presento

Per anni ho cercato risposte nel mondo e nella spiritualità, fino a quando non ho incontrato i Tarocchi e ho compreso una verità fondamentale: l’Anima non cerca la perfezione, cerca la verità.

Mi chiamo Astrea. Quando i Tarocchi sono entrati nella mia vita, non sono arrivati come un gioco né come un modo per indovinare il futuro, ma come una mappa nel momento in cui ne avevo più bisogno. Attraverso la loro simbologia ho attraversato l'abisso della mia stessa trasformazione interiore, spogliando la mente dalle illusioni e capendo che il senso più alto non è fuggire dalla realtà, ma imparare ad abitarla con presenza.

Oggi metto le carte al servizio di chi cerca risposte autentiche. Non uso i Tarocchi per salire in cattedra o fare predizioni, ma come uno specchio sincero: un luogo intimo in cui prenderti una tregua dal caos, rispecchiarti per spogliarti di ciò che non ti appartiene più, ritrovare Casa dentro di te e ricominciare, finalmente, a scegliere la tua vita.

Sono una Tarologa, e il mio incontro con i Tarocchi è nato molti anni fa. È iniziato in un momento specifico della mia vita, uno di quei momenti in cui senti il bisogno bruciante di comprendere più profondamente ciò che ti sta accadendo dentro.

All’inizio, lo ammetto, mi sono avvicinata alle carte per pura curiosità, come accade a molti. Volevo risposte. Ma molto presto ho capito che nei Tarocchi c’era qualcosa di immensamente più grande della semplice possibilità di sbirciare nel futuro.

Ho iniziato a studiarli ossessivamente, ad approfondirne la simbologia ancestrale. Soprattutto, ho iniziato a osservare: cosa accadeva quando una carta entrava in relazione con una domanda, con un’emozione viva, con una storia personale? Più scavavo, più mi rendevo conto che le carte parlavano un linguaggio che, in fondo, conoscevo da sempre, anche se non avevo ancora imparato ad ascoltarlo: il linguaggio dell’inconscio, degli archetipi, delle nostre dinamiche interiori più profonde. I Tarocchi erano, e sono tuttora per me, una porta sull'inconscio.

Da quel momento la mia ricerca non si è più fermata. Ho attraversato anch’io esperienze che mi hanno portata a mettere radicalmente in discussione le mie convinzioni, a confrontarmi con le mie ferite, le mie paure, i miei meccanismi ripetitivi. Ho dovuto affrontare quella parte di me che cercava disperatamente risposte all’esterno quando, in realtà, quasi tutte le risposte stavano già dentro, solo che erano nascoste.

È proprio attraverso questo mio percorso personale che il mio modo di leggere i Tarocchi è cambiato radicalmente.

Oggi non considero le carte semplicemente uno strumento per prevedere ciò che accadrà. Le considero uno specchio. Uno specchio potente e sincero, capace di mostrarci ciò che non stiamo vedendo, ciò che stiamo evitando, ciò che desideriamo davvero sotto strati di sovrastrutture, le dinamiche che continuiamo a ripetere e il significato più profondo delle esperienze che attraversiamo. Attraverso i loro simboli possiamo portare alla luce ciò che è confuso, riconoscere i nostri blocchi e ritrovare una maggiore libertà nelle nostre scelte.

Per questo, quando faccio una lettura, non mi limito a chiedermi – o a lasciarmi chiedere – “cosa succederà?”. Credo che spesso la domanda che portiamo ai Tarocchi nasconda qualcosa di molto più profondo: “Che cosa questa esperienza sta cercando di mostrarmi?”.

È da qui che nasce il cuore del mio lavoro. Il mio approccio è profondo ma estremamente concreto. Non mi interessa dare risposte preconfezionate o interpretare passivamente il significato delle singole carte: mi interessa leggere la trama che le carte costruiscono insieme, entrando nel significato psicologico, simbolico ed evolutivo della tua situazione.

Utilizzo i Tarocchi per accompagnare le persone nella comprensione di sé, delle proprie relazioni e dei propri processi interiori, con uno sguardo che unisce il fascino del simbolismo all'introspezione psicologica e alla concretezza della vita quotidiana. Mi occupo in particolare di relazioni, dinamiche di attaccamento, blocchi interiori, percorsi di crescita personale e risveglio della coscienza.

Perché per me una lettura non dovrebbe mai creare dipendenza dalle risposte delle carte. Dovrebbe fare esattamente il contrario: restituirci a noi stessi. I Tarocchi non decidono al posto nostro. Possono indicare una direzione, illuminare un nodo, portare alla coscienza qualcosa che ancora non riusciamo a vedere chiaramente. Ma poi siamo noi a vivere, a scegliere e a trasformare. Ci aiutano a vedere. E quando finalmente vediamo, possiamo iniziare a scegliere in modo diverso.

Ed è proprio questo il motivo per cui, dopo tutti questi anni, continuo a studiarli, a leggerli e a condividerli: perché ogni volta che una persona, attraverso una stesa, riesce a vedere qualcosa di sé che prima le era invisibile, la lettura ha già compiuto il suo scopo più alto.